Come si diagnostica l’ADHD nei bambini e negli adulti

Nel nostro Centro Clinico seguiamo le linee-guida per la diagnosi e la terapia farmacologica del Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD) in età evolutiva sono state approvate il 24/06/2002 dal Consiglio Direttivo della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA).

Diagnosi ADHD: valutazione delle informazioni e intervento di operatori specializzati.

La diagnosi di ADHD o Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (DDAI) deve basarsi su una valutazione accurata del paziente. La diagnosi può essere condotta da: 

  • Psicologi o medici con specifiche competenze sulla diagnosi e terapia dell’ADHD
  • Un neuropsichiatra infantile con esperienza in Disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Tali Operatori devono inoltre essere in grado di riconoscere:

– Eventuali disturbi che possano mimare i sintomi (diagnosi differenziale) del Disturbo da deficit dell’Attenzione e iperattività

– Disturbi che possano associarsi al DDAI (comorbidità, come i DSA, i disturbi del comportamento, i disturbi dell’umore, ecc).

La valutazione diagnostica della DDAI, diversamente da altri disturbi, coinvolge non soltanto il paziente, ma anche le persone più prossime su cui la patoloagia si ripercuote in maniera più frequente a livello d’interazione.

  • La diagnosi dell’adulto coinvolge generalmente i familiari più stretti e partner, che partecipano agli incontri e rappresentano una fonte d’informazione che consente di comprendere in maniera più ampia le dinamiche comportamentali del paziente.
  • La diagnosi del bambino/adolescente coinvolge genitori ed insegnanti: al fine di raccogliere informazioni da fonti multiple che possano essere confrontate per ottenere un quadro quanto più preciso. Vanno quindi prese in considerazione: informazioni sul comportamento, la compromissione funzionale del bambino, fattori culturali e l’ambiente di vita.

Questionari e interviste diagnostiche semistrutturate, opportunamente standardizzati e validati sono un efficace strumento per completare la valutazione sia dell’bambino, dell’adolescente e dell’adulto.

L’ADHD è un disturbo che può essere riscontrato in età differenti e, se non diagnosticato, attraversa indisturbato le diverse fasi della vita dei pazienti.

Valutare eventuali disturbi associati alla ADHD: la diagnosi multidisciplinare

Generalmente i pazienti affetti da Disturbo da deficit di attenzione e iperattività di solito presentano sintomi di altri disturbi associati, siano essi bambini, adolescenti o adulti. Oltre a questo, il disturbo può associarsi a, o talvolta causare, situazioni sociali e ambientali disagiate.

La valutazione multidisciplinare in questi casi è auspicabile al fine di garantire un intervento su vari fronti non tralasciando alcun aspetto patologico. In questi casi

  • Pediatra
  • Psicologo
  • Neuropsichiatra Infantile (per l’infanzia)
  • Psichiatra (per l’età adulta)

Collaborano attivamente per la definizione di un protocollo diagnostico e terapeutico comune e condiviso, in accordo con le presenti linee-guida e con l’algoritmo allegato.

Terapia Farmacologica e strategie terapiche per il trattamento del DDAI

Il programma di trattamento della ADHD deve prevedere consigli e supporto per genitori ed insegnati: bambini e adolescenti. Il quadro diviene più vario se si parla invece di adulti. Tuttavia interventi psicologici specifici come la psicoterapia, non possono essere esclusi dalla strategia terapeutica. La mancanza di un eventuale intervento educativo intensivo, tramite sedute specialistiche, non deve però causare ritardi nell’inizio della terapia farmacologica, quando sia ritenuta utile e necessaria.

Come per qualunque patologia, è obbligo di ogni operatore sanitario che abbia formulato la diagnosi comunicarla a genitori, tutori legali o al coniuge/partner e discutere con loro, le diverse strategie terapeutiche, ricorrendo anche ai Centri di Alta Specializzazione in casi particolarmente complessi.

Va specificato che l’impiego di psicostimolanti (metilfenidato in particolare) rientra all’interno di un piano di cura ampio che comprende varie forme d’intervento ed è indicato per forme molto serie e invalidanti di Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD secondo i criteri del DSM-IV) o Disturbo Ipercinetico (secondo i criteri dell’ICD-10).

Per approfondire rimandiamo alla lettura delle Linee Guida che potrete consultare QUI.

Nel Centro Clinico Italiano ADHD ci avvaliamo dei test standardizzati e validati più importanti per effettuare la valutazione diagnostica per l’ADHD: dai questionari per il bambino, i genitori e gli insegnanti, alle interviste semitrustturate per il paziente e i genitori, ai test per valutare l’attenzione, il livello cognitivo, la memoria e l’ipotesi di disturbo dell’apprendimento, al colloquio clinico.

Siamo esperti nel valutare le comorbidità (disturbi associati) e nel formulare una diagnosi differenziale con altri disturbi, che possono “simulare” i sintomi dell’ADHD. Qualora ci fosse la necessità consiglieremo come procedere per approfondire l’indagine psicodiagnostica attraverso l’utilizzo di strumenti più specifici come l’osservazione di gioco (Kernberg, 1998), e le tecniche proiettive (Thomas & Silk, 1990) per la valutazione del funzionamento mentale globale della persona, della sua struttura di personalità e degli aspetti di comorbidità.

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