La musicoterapia

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Cos’è la musicoterapia e come si applica all’ADHD?

La musicoterapia sfrutta le potenzialità di un approccio non verbale alla persona, impiegando la musica e il suono per favorire la comunicazione e intervenire a livello riabilitativo/terapeutico in particolari condizioni patologiche come l’ADHD o Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività. Gli elementi musicali quali suono, ritmo, melodia e armonia vengono impiegati da un musicoterapeuta qualificato per aiutare i processi di:

  • Relazione;
  • Apprendimento;
  • Motricità;
  • Espressione;

In individui affetti da disturbi come l’ADHD la musicoterapia si rivela uno degli approcci che consentono di offrire significativi risultati in termini di soddisfazione di necessità fisiche, emozionali, cognitive e sociali del paziente. La musicoterapia mira o favorire l’integrazione intra e interpersonale dell’individuo, migliorandone la qualità della vita.

Come agisce esattamente la musicoterapia?

La pratica musicoterapeutica si basa su alcuni principi basilari:

  • La partecipazione attiva del paziente alla terapia;
  • La costruzione di un rapporto di fiducia;
  • L’adattamento e la personalizzazione della tecnica volta per volta;
  • Scambio reciproco di proposte tra paziente e musicoterapeuta.

Attraverso la musica è possibile fornire alla persona affetta da Disturbo dell’attenzione la possibilità di esprimere e percepire le proprie emozioni attraverso un canale diverso da quello verbale. Il linguaggio non-verbale consente sia di esplorare nuove possibilità in cui non esiste giusto o sbagliato e in cui è possibile sperimentare i propri sentimenti e stati d’animo senza sentirsi proiettati in un contesto giudicante come quello della società. 

Tipico è il caso degli individui affetti da autismo, cioè individui che sono in una condizione patologica, per cui tendono a rinchiudersi in sé stessi, rifiutando ogni comunicazione con l’esterno. La musica dunque permette al mondo esterno di entrare in comunicazione con il paziente, favorendo l’inizio di un processo di apertura.

Come funziona la musicoterapia per l’ADHD?

La pratica musicoterapica generalmente inizia con un’analisi comportamentale dei bambini con segni di ADHD: generalmente ad essere compromesse dal disturbo dell’attenzione sono 3 aree:

  • Controllo delI’impulsività, motoria e verbale
  • Capacità di Attenzione
  • Capacità di rilassamento

Attraverso l’attività di musicoterapia, il bambino avrà la possibilità di lavorare in una dimensione ludica su tutte 3 le aree, scaricando contemporaneamente tensioni e frustrazioni derivanti dalle frequenti richieste, da parte della società, di comportamenti adeguati.

Grazie all’impiego di strumenti musicali di facile utilizzo (in particolare percussioni) e ad una combinazione di attività motorie-musicali, si procederà a un percorso che consenta il movimento ed educhi allo stesso tempo:

  • Alla contestualizzazione dell’azione;
  • All’alternanza suono/silenzio;
  • All’alternanza rilassamento/eccitamento, sosta/movimento.

Pratica musicoterapica e obiettivi per i pazienti affetti da ADHD

La pratica musicoterapica ha lo scopo di:

  • Potenziare le abilità compromesse (regolazione dell’attenzione, della concentrazione e dell’ascolto, rispetto delle regole ed esecuzione delle istruzioni);
  • Migliorare l’autostima (attraverso l’attività musicale costruendo con il paziente una migliore immagine di sé e del proprio funzionamento all’ interno di un contesto emotivamente coinvolgente e non giudicante);
  • Regolamentare gli impulsi motori e verbali (nel fare musica vengono richieste doti di adesione coerente al contesto sonoro musicale e adeguamento ritmico. In particolare il gioco ritmico/musicale pone di fatto l’agire intersoggettivo in questa dimensione in modo naturale e divertente, svelando immediatamente le incoerenze determinate dall’ aspetto patologico);
  • Incremento delle capacità di ascolto esterno e interno (facendo leva sulle emozioni attivate durante l’ascolto di musiche selezionate dal terapeuta.

Nell’ ottica della pratica del rallentamento attentivo guidato, si porrà attenzione ai particolari musicali che stimolano le emozioni soggettive, riconducendoli al mondo interiore del bambino dando così una forma alle emozioni. Valorizzazione del silenzio: inteso come gestione della frustrazione e potenziamento della capacità di attesa proattiva (rappresentata dalla pausa musicale).

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